Come funziona il mercato azionario? Il caso della famiglia Pigliapietre

Una lezione che tutti gli investitori dovrebbero tenere a mente...

Prima di investire una qualsiasi cifra in un qualsiasi investimento ci venga proposto dal nostro consulente è importante prima capire come funziona il mercato azionario.

Anche se stai pensando di acquistare fondi di investimento o ETF e non azioni singole, capire il reale funzionamento del mercato azionario ti permetterà di capire alcune cose fondamentali da conoscere assolutamente per effettuare una scelta giusta su come impiegare i propri denari!

Ma andiamo per ordine.

Per spiegare il funzionamento dei mercati azionari, prenderemo come riferimento la ricca famiglia Pigliapietre. (L’esempio è liberamente tratto dal libro “Il piccolo libro dell’investimento” di John C. Bogle, fondatore di Vanguard – libro consigliatissimo!)

La famiglia Pigliapietre deve il suo benessere al fatto che da generazioni ha investito nel mercato azionario e si è ingrandita molto! Migliaia di fratelli, sorelle, zii, cugini, nipoti… Tutti insieme detenevano il 100% del mercato azionario del Paese in cui vivevano.

Ogni anno tutti insieme raccoglievano i frutti generati da queste aziende ricevendo dividendi e ciascun componente della famiglia accresceva la propria ricchezza allo stesso ritmo degli altri membri della grande famiglia – cioé aveva un rendimento del proprio capitale uguale a quello di tutti gli altri, perché la composizione del portafoglio di investimenti di ciascuno era uguale a quello di tutto gli altri.

Ad un certo punto però a qualche parente ‘astuto’ di questa grande famiglia, quei rendimenti uguali per tutti iniziavano a non andare più bene e cedettero alle lusinghe di qualche consulente che affermava che avrebbero potuto ottenere una quota di rendimento maggiore rispetto agli altri parenti, e li convinsero a vendere ad altri familiari alcune delle azioni che detenevano, acquistando in cambio da questi parenti azioni di altre società. I consulenti gestivano gli scambi e in qualità di broker per l’attività svolta ricevettero un compenso sotto forma di commissioni.

Quando a fine anno tutta la famiglia fece il rendiconto di quanto avevano guadagnato, si resero conto che la ricchezza familiare presa tutta insieme, iniziava a crescere più lentamente: ora parte dei rendimenti da dividendo venivano utilizzati per pagare le commissioni dovute ai consulenti! Non solo! A paggiorare il tutto c’era anche il fatto che fino ad allora la famiglia aveva pagato le imposte solo sui dividendi, mentre adesso avrebbero dovuto pagare le imposte anche sui guadagni in conto capitale che realizzavano scambiandosi azioni!

E tra gli ‘astuti’ della famiglia solo in pochi erano riusciti ad avere un rendimento migliore rispetto a quello dell’intera famiglia, mentre la maggior parte degli ‘astuti’ avevano avuto un rendimento peggiore! Di conseguenza questi decisero che avevano bisogno di un professionista che si occupasse di scegliere quali azioni comprare e quali invece vendere. Così si rivolsero ad altri consulenti esperti di selezione dei titoli, che chiaramente andavano pagati per i loro servizi.

Quando di nuovo a fine anno i membri della famiglia effettuarono una stima delle proprie ricchezze, si rese conto che la loro quota di guadagno un tempo del 100% si era ulteriormente ridotta! Tra l’altro questi ‘esperti’ di stock picking si sentivano in dovere di guadagnarsi il loro compensi, scambiandosi titoli in maniera frenetica, facendo ulteriormente aumentare il compenso dovuto ai broker ed al contempo facendo diminuire la fetta di torta che restava alla famiglia.

Gli ‘astuti’ della famiglia, per niente scoraggiati dai pessimi risultati della loro strategia, decisero dunque di rivolgersi ad altri consulenti che li aiutassero a selezionare i migliori esperti di stock picking i quali sarebbero stati in grado di aiutarli ad acquistare le azioni giuste! Questi consulenti – ovviamente – dissero che era proprio così e che li avrebbero aiutati, ovviamente in cambio dei dovuti compensi…

Indovinate un po’ quale fu il risultato a fine anno sull’intera ricchezza della famiglia?? La fetta di guadagni destinata alla famiglia nella sua interezza era passata dal 100% di un tempo al 60%!

A questo punto il membro più anziano della famiglia fece notare come la spesa pagata ai consulenti e tutte le inutili imposte aggiuntive pagate sul guadagno in conto capitale provenivano proprio degli utili e dai dividendi della famiglia! Consigliò quindi di disfarsi di tutti i consulenti e di ritornare al punto di partenza! ‘Così la nostra famiglia tornerà a raccogliere il 100% della torta’ aggiunse…

L’importante lezione che si impara da questa breve storiella è che il rendimento netto che arriva nelle tasche degli investitori è uguale al rendimento del mercato al netto di quello che viene sperperato in commissioni e imposte.

Per ogni punto percentuale di rendimento extra rispetto al mercato ricavato da un investitore, ce ne sarà un altro che subirà una perdita. Prima della deduzione dei costi, battere il mercato è un gioco a somma zero… e l’unico vero vincitore certo nella costosa competizione per battere il mercato è chi sta nel mezzo del sistema finanziario: broker, intermediari, banche…

L’importante lezione che ogni investitore dovrebbe imparare è che dopo la deduzione dei costi di investimento, battere il mercato è (in media) un gioco in cui si perde!

 

 

 

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